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Celiachia: sarą sconfitta da una miscela di enzimi PDF Stampa E-mail
Fonte Kataweb salute, Giuseppe D'Introno
lotta alla celiachia
lotta alla celiachia
Parte dal sud Italia l'offensiva alla celiachia e ai problemi collegati al glutine. I ricercatori dell'Istituto Superiore di Sanità hanno sviluppato in collaborazione con l'università di Bari un metodo per 'predigerire' il glutine all'interno della farina tramite una miscela di lattobacilli ed enzimi. 
Nello studio, apparso sul prestigioso Applied Environmental Microbiology, si dimostra che la farina particolare, testata sul sangue di pazienti celiaci non genera la risposta immunitaria. Secondo gli scienziati con questo metodo i malati di celiachia potranno tornare a mangiare pasta, pane e pizza senza alcun rischio per la propria salute. Un altro approccio è stato testato sempre dai ricercatori dell'Istituto di Scienze dell'alimentazione del Cnr di Avellino, in uno studio pubblicato dalla rivista Gastroenterology. L'intero processo, che viene effettuato durante la lavorazione delle farine è stato brevettato, e ora è in attesa di applicazione industriale. I due risultati sono di indubbio interesse, se si considera che la celiachia è una delle forme più diffuse di intolleranze alimentari: si stima che una persona su duecento ne sia affetta. La malattia si manifesta negli individui che hanno una predisposizione genetica in seguito all'ingestione di alimenti contenenti il glutine del grano e proteine analoghe presenti in altri cereali di uso comune, quali orzo e segale. L'intolleranza viene diagnosticata in genere nei primi tre anni di vita, ma sono in aumento i casi in cui si manifesta tardivamente o quelli in cui è del tutto asintomatica: i celiaci che non sanno di esserlo e continuano a mangiare gli alimenti proibiti possono soffrire di gravi sindromi da malassorbimento, caratterizzate principalmente da diarrea, perdita di peso e ritardo della crescita. Attualmente l'unica terapia valida è la dieta completamente priva di glutine, da seguire per tutta la vita: solo così, infatti, vengono ripristinate le normali funzioni intestinali. Ma mantenere questo regime alimentare, che presenta comunque forti restrizioni, non è sempre facile, poiché piccole quantità di glutine possono trovarsi in cibi non sospetti.
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