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Difetti visivi e malattie legate all’età: teniamoli d’occhio |
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Fonte Farmasalute.it - Per proteggere la vista, soprattutto dopo i 40 anni, vietato il fai-da-te e largo ai controlli specifici. L’importanza di un’alimentazione sana
Presbiopia, miopia, astigmatismo e ipermetropia: sono i difetti visivi più comuni, con i quali, superati i 40 anni, deve fare i conti oltre il 73% degli italiani.
Nella metà dei casi è la presbiopia a costringere a indossare gli
occhiali per leggere o mettere a fuoco oggetti vicini: si tratta di un
disturbo provocato dal progressivo irrigidimento del cristallino,
pressoché trasversale tra uomini e donne.
Secondo un’indagine sulla salute degli occhi voluta dal Consorzio
Comunicazione Vista, la presbiopia fa registrare un incremento di oltre
il 4% rispetto al 2005; tuttavia, sono ancora pochi gli italiani pronti
a curarsi con i migliori strumenti offerti dalla tecnologia. Ad
esempio, si fa ancora scarso ricorso alle lenti progressive di ultima
generazione, che invece spopolano in Paesi come Stati Uniti, Francia e
Germania. E’ invece alta la quota del fai-da-te nella scelta degli
occhiali: ben il 28,4% dei presbiti al Nord Ovest (contro una media
nazionale del 26,8%) sceglie di comprare quelli premontati in farmacia
o al supermercato. Infine, la principale fonte d’informazione per molti
(ben il 44,5% dei presbiti) non è lo specialista, bensì il passaparola.
Dati che fanno riflettere: la vista è un bene troppo prezioso per
essere trascurata. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della
Sanità, nel mondo ci sono quasi 40 milioni di ciechi (350 mila in
Italia) e 124 milioni di ipovedenti (1,5 milioni in Italia). In molti
di questi casi, la cecità può essere evitata con trattamenti opportuni.
Perciò è bene, non appena insorgono dei disturbi, rivolgersi
all’oculista: solo il medico sarà in grado di individuare un disturbo
visivo o, peggio, una malattia come glaucoma (aumento della pressione
all’interno dell’occhio), degenerazione maculare (sulla retina si forma
una macchia che oscura gli oggetti), cataratta (il cristallino che si
opacizza) o retinopatia diabetica (alterazione dei capillari e dei
tessuti), patologie spesso a predisposizione familiare e la cui
incidenza va di pari passo con l’allungamento della vita media.
Ma quali sono gli esami da non dimenticare, soprattutto a una certa
età? Dopo i 45 anni è importante una misurazione della pressione
dell’occhio. Se questa risulta bassa, serve ripetere l’esame entro un
anno; se è al limite della norma (sopra i 18-20 mm) i controlli devono
essere fatti entro 1-2 mesi; se la malattia è familiare, i controlli
diventano annuali. Test diagnostici annuali sono importanti anche per
chi soffre di diabete e di ipertensione, malattie che possono provocare
gravi danni alla retina. Dopo i 50-60 anni si può andare incontro a
degenerazione maculare: servono controlli annuali specifici, compresi
l’esame del fundus, del tono e del segmento anteriore dell’occhio per
un’eventuale cataratta.
E siccome prevenire è meglio che curare, contro malattie così diffuse
largo anche a un’alimentazione sana, senza troppo sale, ricca di
verdure a foglia verde e cibi ad alto contenuto di luteina, carotenoidi
e omega 3; stop al fumo e attenzione a non esporsi troppo ai raggi Uv.
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