 | | Insonnia | In un'era in cui l'opinione dominante è che dormiamo tutti
troppo poco, e perciò lavoriamo male e viviamo peggio, dal cuore della capitale
finanziaria d'Europa giunge un diverso parere: non sarà, invece, che ci sentiamo
male perché dormiamo troppo ? A porre la questione è il “Financial Times” con un
titolo a tutta pagina: «I pericoli di una notte di buon sonno».
L'autorevole quotidiano finanziario comincia elencando gli innumerevoli
studi secondo cui l'uomo moderno dorme sempre meno e secondo cui la «privazione
del sonno» ha elevatissimi costi sulla salute e sulla produttività. Ma poi,
citando recenti ricerche, il giornale della City si domanda se non sia vero il
contrario: e se fosse invece il troppo dormire a danneggiare la salute e la
produttività ?
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 | | troppa velocità? | Sono agili per le strutture ospedaliere, confortevoli per i
pazienti e permettono di abbattere i costi dal 30 al 50%. Ma la Day Surgery non
deve essere usata come mero strumento di risparmio o per aggirare il sistema dei
DRG, il sistema di rimborso a prestazione. “Né tantomeno come strumento
organizzativo per ridurre il numero dei posti letto - afferma il dottor Luciano
Casciola, Presidente del XXV° Congresso dell'ACOI (Associazione Chirurghi
Ospedalieri Italiani) - Insomma la day surgery non può essere una scorciatoia
per risolvere problemi e carenze strutturali. In realtà invece la lista delle
patologie per cui viene proposto un trattamento di ricovero a ciclo breve è
sempre più lunga.
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 | | Attenzione! | Non banalizzate l'ubriacatura sporadica. In
Svizzera sono circa 930'000 le persone che alzano regolarmente il gomito, ossia
quelle che almeno ogni due settimane consumano in un'unica occasione cinque o
più bicchieri di alcol. Lo afferma l'ISPA (Istituto svizzero di prevenzione
dell'alcolismo e altre tossicomanie), ricordando che per troppo tempo esperti e
opinione pubblica si sono occupati esclusivamente di dipendenza dall'alcol,
trascurando un'altra modalità di consumo molto diffusa, ossia la cosiddetta
ubriacatura sporadica.
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E’ un progetto Cnr, pensato e realizzato per i
più giovani, che mira a stimolare un uso responsabile della rete e
delle nuove tecnologie. Per i curiosi il 15 novembre c’è il prossimo
l’Eden-day, giornata divulgativa on line per diffondere l’iniziativa. Trasformare
internet in una sorta di paradiso terrestre tecnologico, in cui i
ragazzi possano muoversi con consapevolezza e, soprattutto, con
maggiore sicurezza. E’ quanto si propone il progetto “Eden” (Educazione
didattica per la E–navigation), che fa parte del programma Safer
Internet, promosso dal DG Information society and media della
Commissione europea. Coordinata dall’Istituto di struttura della materia (Ism) e
dall’Istituto dei sistemi complessi (Isc) del Consiglio Nazionale delle
Ricerche di Roma, l’iniziativa ha tra i suoi partner il Servizio di
polizia postale e delle comunicazioni e una rete di scuole.
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 | | Povera ricerca italiana... | Si è tenuta oggi, presso la sede dell’Infn, una conferenza
stampa in cui i vertici dei principali enti di ricerca vigilati dal
Miur hanno illustrato la situazione di crisi in cui versa la ricerca
italiana e le gravi conseguenze che potrebbero derivare dai nuovi
provvedimenti economici proposti dal Governo. All’incontro erano presenti, tra gli altri, i presidenti
dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Roberto Petronzio, del
Consiglio Nazionale delle Ricerche, Fabio Pistella, dell’Istituto
Nazionale di Astrofisica, Piero Benvenuti, e i premi Nobel italiani
Carlo Rubbia e Rita Levi Montalcini.
Di seguito i punti cruciali emersi dall’incontro con la stampa.
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